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sabato 7 settembre 2013

Egr. Mr Pedersen

Ottima ricostruzione biografica di un personaggio profondamente umano e altamente geniale della storia del velocipede mondiale. La biografia è il risultato di un lungo lavoro di ricerca e ricostruzione, supportato negli anni dal Veteran Cycle Club e da Jesper Solling. Un lavoro che, alla presentazione nel 2005, ha stupito i discendenti di Mr Pedersen che, invitati per l'occasione, in gran parte avevano dimenticato l'illustre antenato! Un lavoro che ha portato addirittura alla riesumazione dei resti di Mr Pedersen, dispersi da oltre cinquant'anni nel cimitero di Copenhagen, ed alla sepoltura nel 2005 al cimitero di Drusley, UK.
Mikael Pedersen, nato in Danimarca nel 1855, geniale ingegnere meccanico, si trasferisce a Dursley, Regno Unito nel 1889, per seguire la produzione delle sue invenzioni meccaniche. Nel 1893 progetta il celebre straordinario telaio a triangoli, leggero, robustissimo, con sella ad amaca ...d'avanguardia ancora oggi a un secolo e un quarto di distanza! Storicamente il telaio Pedersen nasce in parallelo al telaio "diamante" e, seppur migliore in leggerezza e robustezza, non conosce l'enorme diffusione del "diamante" e rimane un attrezzo di nicchia, con un gran numero di estimatori in tutto il mondo, in parte per la più elaborata fabbricazione ed i maggiori costi, in parte perchè certamente più complicato da comprendere come attrezzo ciclistico. A parte i prototipi realizzati nei primi anni, la produzione industriale, concessa in licenza inizialmente anche a vari produttori europei, inizia nel 1897 e, con fasi alterne, va avanti soltanto fino al 1916.
 

Da allora ad oggi il telaio Pedersen, se pur a singhiozzo - ma intanto già per un secolo - continua a saltar fuori di tanto in tanto dalle fucine d'artigiani, in Europa e Stati Uniti, che ne apprezzano la genialità e realizzano su misura telai per appassionati di tutto il mondo!
 
  
"MR PEDERSEN - A MAN OF GENIUS" 
di David Evans, Tempus Publishing, 2007


 
dal 1898, bicicletto Pedersen prodotto su licenza dal celebre marchio inglese Humber - BESTON MADE è la specifica dedicata dalla Humber alle biciclette più raffinate, prodotte a Beston, mentre le biciclette "in serie" venivano prodotte dalla Humber a Coventry - del peso di circa 18 lbs ovvero 8,2 Kg!
nello stesso anno 1898 la Humber propone sul mercato una bicicletta d'avanguardia: la prima bicicletta in alluminio pesa 22 lbs, quasi 10 Kg!

 

mercoledì 4 settembre 2013

Durkopp del 1922

grazie a luca, ammiriamo questo spettacolare ritrovamento: Durkopp del 1922 splendidamente conservata!
E' punzonata 22 su calotte e movimento, 23 su entrambi i coni dei mozzi. Riporta un'iscrizione a numeri romani sul canotto della forcella e sotta la scatola del movimento centrale: XXI. Il vecchio proprietario sosteneva che fosse stata restaurata in parte nella prima metà dei '40. E' interamente nichelata e monta un vecchio gruppo luce Bosch prima serie del 1923!


domenica 9 settembre 2012

il bisnonno e l'artigiano locale


da cecio:
 
vorrei condividere le foto della mia ultima bicicletta, che non è un gran blasone anzi, non è nemmeno marcata, ma ha per me un grande valore visto che finalmente sono riuscito a trovare una bici molto simile a quella del mio bisnonno, perduta, ma ancora viva nei ricordi grazie alle descrizioni di mia nonna.
Eccola in allegato, prima e dopo il restauro conservativo. Come puoi vedere è un assemblato di bottega, fatto moltissimi anni fa da un meccanico locale di qui, oggi completamente dimenticato. Sono riuscito a ricostruire un po' della sua storia attraverso il suo nome, rintracciato sul patacchino in ottone del manubrio, e grazie ai racconti di uno dei meccanici più anziani che un tempo lavorò presso questo artigiano come apprendista-garzone!  

Qui di seguito una piccola descrizione tecnica:

Manubrio Roller con sistema frenante a fascetta
Guarnitura e pedivelle Wola, con guarnitura 44 denti
Ruota libera The Coventry da 20 denti con oliatore a lancetta
Fanale a carburo Pressco
Sella Italia modello A-18
Manopole in due pezzi di corno filettato
Manopolini in bachelite nera
Campanello in LV in ferro

venerdì 29 giugno 2012

dal passato

ci guarda con il suo gande occhio antico. era lì che aspettava di essere riscoperta, raccontarci la sua storia d'inizio secolo e tornare a pedalare! cristiano ci mostra le immagini di questa affascinante bicicletta che era conservata nella tenuta degli Einaudi, parenti stretti del 1° Presidente della Repubblica! il telaio con forcella a steli chiusi suggerisce che ci troviamo intorno al 1920. grandi cerchi da 28 3/8 con mozzi a 36 fori Praezision mod. Cusio, con registri. oliatori ad elmo, ruota libera Coventry a 20 denti con oliatore, catena Coventry con vite e dado di chiusura invece della falsamaglia. tutta la freneria fascettata al telaio è marcata Bowden Duplo. manubrio roller. le calotte del movimento centrale non parlano e si intravede una farfallina. guarnitura simile alla Stucchi, che pare Wola della Wolsit. pedali a sega, con centro intero. unico dettaglio per ipotizzare una marca: sulle pedivelle pare di leggere Verbano. bicicletta significativa di un epoca, così completa. precisa, scorrevole e sicura della sua silenziosità. grande ritrovato!
 

mercoledì 22 giugno 2011

Bianchi 1916

ancora Bianchi, con un salto indietro nel tempo! grazie a vanni, abbiamo il piacere di ammirare una bellissima bicicletta del 1916, con freni a leve rovesciate. questa Bianchi è completamente originale ad eccezione dei pedali. è stata riverniciata negli anni '30 o '40 dal vecchio prorietario, adeguandola al regio decreto che prevedeva il parafango posteriore dipinto in bianco. le parti lucide, che in origine erano nichelate, sono state ritrattate con cromatura o cadmiatura. alcuni pezzi sembrano cromati altri cadmiati. molto interessante la ruota libera Bianchi, abbinata a catena Coventry. ingranaggio anteriore a 52 denti e pedivelle lunghe 170 mm. ogni pezzo è marcato con un 6!